1) Stereoscopia
La
stereoscopia è una particolare visualizzazione che sfrutta
una delle caratteristiche più significative della vista
degli esseri umani:
la visione binoculare.
È
attraverso la visione da due diverse prospettive (i due
occhi) che il nostro cervello ricostruisce e valuta la
posizione degli oggetti nello spazio. Eliminando una delle
due viste (per esempio coprendoci un occhio) non siamo più
in grado di valutare la profondità nella
disposizione degli oggetti nello spazio. Il risultato è
una visione piatta, completamente priva di
profondità.
Questo è
quello che succede in tutte le visualizzazioni prodotte
dall’uomo con le quali abbiamo a che fare quotidianamente:
le immagini stampate nei giornali e nei manifesti, la
televisione, il cinema sono esempi comuni di
rappresentazioni piatte della realtà che ci circonda.
A tutte manca una fondamentale informazione:
la terza dimensione.
La
stereoscopia invece riporta artificialmente al nostro
cervello quell’informazione: la profondità che
invece manca a tutte le immagini che siamo abituati a
vedere e che si può ottenere solo attraverso la visione
binoculare.
Per
poterlo fare è pertanto indispensabile catturare la realtà
non più attraverso una sola fotocamera (o cinepresa o
telecamera) come viene abitualmente fatto dalla tecnologia
tradizionale ma attraverso due fotocamere (o cineprese o
telecamere), esattamente come viene fatto dai nostri
occhi, semplice ed ovvio come l’uovo di Colombo.
Ma c’è
un problema: come si fa a far rivedere le 2 immagini
catturate dalle 2 camere ai 2 occhi separatamente?
Come si
fa, in altre parole, a restituire all’occhio sinistro
l’immagine ripresa dalla camera sinistra e all’occhio
destro quella della camera destra?
Su
questo fronte, nel corso degli anni, sono state studiate e
messe a punto diverse tecniche.
Il
minimo comune multiplo di tutte è l’impiego di occhiali,
necessari per la separazione delle 2 immagini per i 2
occhi.
Una
delle più diffuse è la tecnica dell’ANAGLIFO: si
filtrano le due immagini con 2 colori diversi
complementari tra loro (es: rosso e verde) e si stampano o
si proiettano sovrapposte contemporaneamente. Il risultato
è un’immagine un po’ sdoppiata e con aloni colorati ma se
immaginiamo di filtrare opportunamente anche i nostri
occhi Indossando degli occhiali con delle lenti
speciali costituite da filtri di colore diverso per i 2
occhi (es: verde e rosso) ecco che otteniamo quello che
vogliamo. Ogni occhio riceverà soltanto una delle 2
immagini sovrapposte in quanto ognuno dei 2 filtri
impedirà la visione dell’immagine che era stata filtrata
con il colore complementare. Infatti non sarà
possibile vedere un’immagine precedentemente filtrata con
il verde se pretenderemo di farlo, disponendo un
filtro rosso tra l’occhio e l’immagine, mentre
vedremo regolarmente quella filtrata precedentemente con
lo stesso colore e cioè il rosso..
Così
facendo riotteniamo la visione binoculare e con essa anche
la terza dimensione. Lo svantaggio di questa
tecnica dell’anaglifo è che i 2 filtri alterano i colori
delle immagini penalizzandone la qualità delle stesse.
La
tecnica a filtri polarizzatori risolve
completamente questo problema ed i risultati sono
veramente spettacolari: La visione binoculare viene
perfettamente ricostruita senza nessuna alterazione
cromatica. La tecnica è identica a quella
dell’anaglifo ma i filtri usati sono filtri polarizzatori
che sfruttano un principio fisico diverso relativo alla
luce polarizzata per ottenere prima la marcatura e poi la
separazione .delle 2 immagini per i 2 occhi.
Questa è la tecnologia impiegata nella realizzazione di
filmati stereoscopici.
Alcune risposte concrete rispetto ai quesiti più comuni
dell'Utente:
1) Distanza
Minima e massima possibile tra il proiettore e lo schermo:
Vi sono le stesse limitazioni esistenti in
una proiezione frontale tradizionale, quindi dipendenti da
lunghezza focale dell’obiettivo impiegato e dimensioni
dello schermo di proiezione.
Ad
esempio per uno schermo con base 3 metri si possono avere
distanze di proiezione comprese tra un minimo di 3 metri
(ottica grandangolare 1:1) ad un massimo di 24 metri
(ottica tele 8:1) o addirittura 30 metri o più con
l’impiego di ottiche speciali. Naturalmente raddoppiando
la dimensione dello schermo raddoppiano anche le distanze
di proiezione.
2)
Dimensioni dello schermo:
Anche in questo caso le regole sono le
stesse di una proiezione frontale; l’unica limitazione
esistente deriva dalla luminosità dei proiettori
utilizzati. Con proiettori di 12.000 ANSI lumen si può
arrivare a dimensioni di circa 5/6 metri di base. L’uso di
proiettori speciali permette dimensioni di proiezione
superiori.
3) Condizioni di luce: buio totale o ...?
Come per le proiezioni standard è possibile
avere proiezioni in ambienti luminosi. Naturalmente sarà
necessario aumentare la luminosità dei proiettori (o
diminuire la dimensione dello schermo) in funzione della
luce ambiente.
4) Angolo di visibilità: 180° ?
Teoricamente una stereoscopia è visibile
anche a 180° anche se è praticamente impossibile disporre
gli spettatori in un arco di
180°...... diciamo che in un arco di 120°
qualsiasi spettatore riceve lo stesso effetto
stereoscopico.
5) Incidenza del costo filmato per una
realizzazione di circa 40”- 60” in relazione al noleggio
del sistema HW ?
Per una realizzazione di circa 1 minuto il
costo è circa di € 15.000 più il costo di noleggio HW.
6) Obbligo degli occhiali forniti sempre da
noi ?
SI
7) Il Cliente potrebbe preparare il filmato
in proprio ?
NO, la preparazione del filmato su
scenografia e storyboard del Cliente è di nostra esclusiva
competenza per la certezza del
risultato.
8)
Solo noleggio o anche vendita del
sistema con relativo/i filmati ?
Tutto il
sistema HW + filmati può essere sia noleggiato che in
vendita come ad esempio nei musei.
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